Silvio Sangiorgi - Galleria Mimi

Mimi

Il termine mimo significa genericamente “imitare” e come gli altri tipi di rappresentazioni ha origine religiosa, dalle stesse feste dionisiache da cui sono nate la commedia e la tragedia greca (VI secolo a.C.). La parola mimo indica sia l’attore, che può essere uomo o donna, sia una rappresentazione comica minore di breve durata affine alla commedia, che un genere letterario in versi e in prosa. Il mimo per mezzo del gesto, del canto, della danza e accompagnato dalla musica rappresenta tipi, scene e passioni in maniera realistica e licenziosa. A Roma (III-II secolo a.C.) forme mimiche popolaresche, originarie o importate dalla Magna Grecia, sostituiscono l’atellana in declino. L’ammirazione da parte del popolo per questo genere di spettacolo solista, raramente di gruppo, è altissima e altrettanto successo ha il genere del pantomimo, erede della tragedia che arriva a Roma nel 22 a.C. e che significa “tutto imito”. Canto, musica e danza sono i tre elementi costitutivi di questi generi di spettacoli che diventano prevalenti e resistono alla fine della storia romana d’occidente. Nonostante le censure medievali della nuova religione cristiana e al nomadismo a cui sono costretti, il mimo e il pantomimo arrivano fino ai giorni nostri.

Silvio Sangiorgi - Galleria Arte Equestre

Arte Equestre

La storia dell’uomo va a cavallo e inizia con la domesticazione di questo mammifero a partire dal V millennio a.C. in Asia e dal III millennio a.C. in Europa. La selezione delle razze avviene secondo l’uso, così si incrociano e si allevano cavalli destinati alla guerra, al lavoro nei campi, al trasporto, al sostentamento e per motivi ludici. La monta, l’invenzione delle staffe (II secolo d.C.), dei finimenti e la ferratura (epoca medievale) aiutano il cavaliere nella cavalcatura e nel mantenimento in salute del cavallo. Ai fini rituali il cacciatore mostra alla società le sue abilità di controllo sull’animale, ai fini sportivi-ricreativi nei circhi e negli ippodromi gli aurighi e i cavalieri si sfidano in corse di carri prima e in tornei e caroselli medievali poi. La prima grande scuola equestre è la “scuola napolitana” fondata da Cesare Fiaschi nel ’500, dove vengono insegnati equilibri, acrobazie e figure sul dorso del cavallo; monta su cavalli danzanti; acrobazie su cavalli lanciati al galoppo. Da quest’ultima, nella seconda metà del ’700, nascono in tutta Europa luoghi precisi di spettacoli a pagamento: i Circhi equestri.

Silvio Sangiorgi - Galleria dei prestigiatori

Prestigiazione

Gli antichi taumaturghi, letteralmente chi fa magie, erano artisti della prestigiazione, dell’illusionismo e del mentalismo. La prestigiazione è un’arte antica che si basa sulla destrezza manuale applicata alle carte da gioco, palle, sigarette e ogni sorta di piccolo oggetto. L’illusionismo si serve di effetti da palcoscenico per apparizioni e sparizioni, levitazioni, duplicazioni e separazioni di cose e persone. Il mentalismo mette in scena capacità di lettura della mente, telepatia, chiaroveggenza, divinazione, psicocinesi, ipnosi e memoria prodigiosa. Tutte e tre queste arti hanno il fine di far apparire reali fenomeni impossibili, generando sentimenti di meraviglia, ilarità e timore.

Silvio Sangiorgi - Galleria artisti di strada

Artisti di strada

Gli artisti di strada sono stati i re delle piazze, già a metà del 400 a.C. a Roma esistevano delle leggi che regolavano questa moltitudine dedita all’intrattenimento. Acrobazia, giocoleria, musica, canto, magia, furberie, inganno e qualunque altro genere di virtuosismi del corpo, costituivano il loro repertorio sempre in perfezionamento. Particolare importanza hanno avuto i burattinai, i ciarlatani, i cantastorie e i saltimbanchi, tutti alla ricerca di un qualsiasi guadagno soprattutto in occasione di fiere e mercati.

Silvio Sangiorgi - Galleria equilibrismo

Equilibrismo

Forza ed equilibrio sono i caratteri principali di due arti antiche dello spettacolo popolare: il funambolismo e l’equilibrismo. Il funambolismo (dal latino funis «fune» e ambulare «camminare») era un’arte di grande successo già negli spettacoli greci, arrivati sino a noi con tre forme di esibizione: a grande altezza (funambolo), su filo teso (tra due e cinque metri detto filferrista) e su filo molle (fune molle e oscillante a un’altezza inferiore ai tre metri). L’equilibrismo consiste nel tenere in equilibrio il proprio corpo con grande forza fisica in modo insolito (verticalismo, piramide umane, contorsionismo) o su basi instabili (sfere, scale libere, pertiche, rulli, trampoli e molto altro ancora).

Silvio Sangiorgi - Galleria Saltimbanchi

Saltimbanchi

A partire dall’XI secolo l’occidente è affollato di mercanti, soldati di ritorno dalle crociate e pellegrini che portano con loro racconti, immagini, costumi, animali e reliquie fantastiche del mondo orientale. Nel XII secolo il carnevale riporta in città ciò che rimane degli antichi rituali pagani (Lupercali, Ambarvali e Saturnali), mescolandosi con la figura dei mendicanti e con gli artisti dell’inganno: cerretani e ciarlatani. Che siano i sagrati delle chiese o le feste dei santi patroni o le fiere mercantili, questa marea di truffatori esibivano unguenti, immagini di santi, animali feroci e velenosi, giochi di destrezza e persino miracoli a una folla delirante e meravigliata. Dai cerretani, santoni e mendicanti dell’Umbria francescana, nascono i guitti (teatranti e poi circensi) e dalle loro molte arti e capacità di venditori ambulanti di elisir, nel XV secolo nascerà il “cerretano da banco” o il “sali in banco”, da cui il saltimbanco.

Silvio Sangiorgi - Galleria Giullari

Giullari

Il declino dell’Impero Romano d’Occidente, seguito dalle invasioni barbariche, dall’espansione dell’Islam nell’Impero d’Oriente e l’azione moralizzatrice della nuova religione cristiana, sono le ragioni della fine del sistema ludico mediterraneo. I professionisti della scena continuarono a vivere come spettacolisti girovaghi chiamati genericamente mimi, pantomimi, scurrae e ioculator (da cui il termine giullare), dapprima privati di una posizione sociale, considerati diabolici per il loro mestiere illusorio, vizioso e dedito alla corruzione del corpo e per questi motivi emarginati, a partire dal XII secolo la professione del giullare si trasforma gradualmente, venendo accettato come elemento essenziale della società e della nuova cultura.

Silvio Sangiorgi - Galleria dei giocolieri

Giocoleria

La giocoleria consiste nell’abilità di lanciare, riafferrare e tenere in equilibrio, con le mani e con i piedi (antipodismo), oggetti di vario tipo e dimensione: palline, clave, cerchi, cappelli, beanbags, diabolo, piatti, cigar box, coltelli, bastoni del diavolo e combinazioni di questi in numerose variazioni. La giocoleria è un’arte popolare antichissima, comprendente numerose specialità diverse tra loro: toss juggling, bouncing, contact juggling, swinging. I primi affreschi raffiguranti delle donne nell’atto di giocolare con delle palle risalgono al Medio Regno egizio (ca. 2000 a.C.)