Inner Wheel Club di Latina
Distretto 208 Italia
International Inner Wheel


Con il Patrocinio del
Comune di Latina

La Presidente Gabriella Nava
e le Socie del Club di Latina
presentano:

Museo Cambellotti
Piazza San Marco, 1 Latina
23-30 novembre 2025
Inaugurazione domenica
23 novembre ore 11:00
ingresso libero
L’esposizione sarà visitabile
gratuitamente negli orari
di apertura del Museo
A Gioia Orfei
PICCOLO CIRCO DEI SOGNI di Silvio Sangiorgi
Al bambino che ero e sono tornato,
tra la sera che chiude e la mattina
che spera, aggiunta tutta la grossezza:
vedere il cammino del nuovo sole,
girare paesi antichi e città nuove,
spiare sonori accordi di una vita
che nasce o si sposa, scappare via
con le risate tra un numero e l’altro
e tra campicelli e tra casermoni
una bandiera senza regno sul palo,
colorare la terra ove dimora.
“In compagnia della donna: bellezza, stile, spiritualità” di Silvio Sangiorgi
La rappresentazione delle donne nelle arti ha avuto un impatto importante sulla percezione culturale della femminilità, da una parte legandola a stereotipi quali madre, fragilità e sessualizzazione, dall’altra raccontando la loro sfida ai confini tradizionali imposti dalla società maschilista.
Nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento le donne sono state protagoniste della liberazione da costrizioni tramandate da secoli e prendendosi la ribalta hanno dimostrato capacità e tenacia, ispirando le nuove generazioni non solo ribellandosi alla sottomissione sociale, ma gridando a gran voce il riconoscimento della libertà di espressione e scelta del ruolo da interpretare.
Questa mostra celebra, attraverso l’Arte del Ritratto, le donne, e intende farlo raccontando le storie delle protagoniste del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, partendo dalle mimae e pantomime romane, passando poi alle giullaresse, alle saltimbanche, alle attrici della Commedia dell’arte e infine alle artiste del Circo.
Oltre alla bellezza e allo stile, trova spazio in questa mostra la spiritualità: ricerca personale di un’espressione più profonda e connessione, al contempo, con qualcosa di superiore.
EVENTI COLLATERALI

Domenica 23 novembre
ore 12:00
“La donna nel teatro da Antigone a Nora Helmer” di Giancarlo Loffarelli
Il teatro, per secoli, è stato scritto da uomini. Soltanto nel corso della seconda metà del Novecento la drammaturgia si è aperta anche al contributo di scrittrici. Nonostante questo, per secoli, i drammaturghi, tragediografi e commediografi, hanno cercato di rappresentare figure femminili. Sono riusciti a farlo mettendosi realmente dalla prospettiva della donna? O si sono limitati a rappresentare la donna dalla prospettiva maschile? Attraversando la storia del teatro occidentale, da Sofocle a Shakespeare, da Goldoni a Ibsen, fino a Čechov ed Eduardo, proviamo a capirlo.
Mercoledì 26 novembre
ore 11:00
“Sfilata di moda” con Anna Fendi
Venerdì 28 novembre
ore 11:00
“Magnifiche e terribili: la misoginia nel corso dei secoli” di Maria Luisa Nava
In tutto il mondo antico le religioni precristiane hanno assunto al ruolo di divinità principale la figura femminile della “Grande Madre”, che ciascuna delle popolazioni ha venerato con aspetti diversi, ma sempre riconducibili a una dea sovrana, sia degli uomini che degli animali. Se ne trovano testimonianze già nelle statuine di culto del Paleolitico (le cosiddette “veneri”), oltre che nelle statue-menhir di epoca successiva, in cui gli attributi principali sono proprio quelli che definiscono la donna come genitrice, a cui è affidata la vita stessa della comunità. Tanto è evidente nella religione egizia, in cui a Ra (il dio del sole) si affianca Iside, divinità femminile, ma anche l’unica in grado di fermare e di gestire il sole stesso (Iside arresta la barca del sole) e di ridare la vita ai defunti (Iside resuscita il fratello-marito Osiride dal mondo dei morti). Per questo il culto di Iside ebbe una grande diffusione in tutto il mondo antico e, dall’Egitto, si allargò a tutto il Mediterraneo e nel mondo romano, già a partire dal II secolo a.C. Il culto aveva aspetti misterici e si avvaleva di celebrazioni notturne – riservate ai soli adepti – con sacerdoti e sacerdotesse. Con la diffusione del cristianesimo e con il riconoscimento, a partire da Costantino, della religione cristiana come culto ufficiale dell’Impero, iniziarono le persecuzioni nei confronti dei “pagani” e l’ostracismo verso coloro che ancora praticavano i riti antichi. In modo particolare, i “padri della Chiesa” si rivolsero a quelle donne “sapienti” (il termine strinx, strega, in origine definisce un sapiente) che – sulla scorta della tradizione isiaca – esercitavano cure mediche con l’uso delle erbe, (erano dette anche “erbarie”), praticavano l’ostetricia, intervenendo nella gestazione e nel parto. Dunque, l’indipendenza di queste donne, il cui sesso la Chiesa voleva assoggettato all’uomo, padre o marito che fosse, portò alla persecuzione e alla caccia alle “streghe”, soprattutto a partire dal XIV fino al XVIII secolo (processo alle streghe di Salem). Il retaggio di queste persecuzioni, in una società come la nostra attuale in cui sono ancora presenti i principi del patriarcato che per tanti secoli ha dominato tutto il mondo occidentale (e non solo) è ancora visibile: in Italia solo recentemente le donne (1946) hanno ottenuto il diritto di voto, il divorzio e il diritto di aborto, ora vigenti, sono stato frutto di lunghe battaglie in epoca non lontana. Ma, ancora adesso, i numerosi femminicidi sono testimonianza di una volontà di predominio e di esercizio del possesso del corpo e della mente femminile da parte di uomini, che non si arrendono al riconoscimento di pari diritti e pari dignità delle donne. E il percorso da compiere in questa direzione appare ancor oggi incompiuto.
Domenica 30 novembre
ore 11:00
“Donne in pista: ammirazione artistica, poesia e scandalo” di Maria Vittoria Vittori e Silvio Sangiorgi
Presentazione della pubblicazione “La rivoluzione in pista. Storie di donne, circo e libertà” di Maria Vittoria Vittori, Iacobelli editore. Lettura delle poesie da “Silvio Sangiorgi: libro d’arte e di poesia“, Amolà & MnM print edizioni.
La rivoluzione in pista raccoglie sette storie che, muovendosi liberamente tra la pista, il territorio circense per eccellenza, e i più disparati ambiti culturali e sociali tra la fine dell’Ottocento e la nostra contemporaneità, si distaccano dalla saggistica convenzionale per esplorare percorsi laterali, finora poco battuti e spesso sorprendenti. Le arti e il peculiare clima ibridato del circo, comunità aperta e non giudicante, valgono a fornire nuove chiavi interpretative della realtà, e ad assumere, per scrittrici e scrittori, filosofe e intellettuali-ma anche per adolescenti alla ricerca di sé stessi e persone emarginate dal pregiudizio e dal condizionamento sociale- un profondo significato di libertà, che è insieme interiore, sociale e politica.
Domenica 30 novembre
ore 16:15
“Vultus Mariae per artem” di Francesco Vita
Una delle donne più iconiche, sublimi e coraggiose della storia, penso con fermezza che sia stata la giovanissima ed umile Maria di Nazareth, la Madre di Dio.
Parlare di Maria attraverso la storia dell’arte non significa soltanto affrontare una questione teologica e spirituale ma anche e soprattutto un tema profondamente umano, sociale e culturale: quello della rappresentazione della donna, del suo simbolismo, del suo ruolo e della sua trasformazione nella storia. “Vultus Mariae per artem” è il titolo che ho voluto attribuire a questa conferenza per mettere in evidenza come la visione e la concezione della Vergine Maria sia mutata nel tempo e abbia subito evoluzioni nella rappresentazione iconografica riflettendo i cambiamenti della società e del contesto storico. Nel corso della presentazione percorreremo insieme un viaggio storico-artistico che inizia nel Medioevo, quando Maria è la Regina Coeli ieratica, trascendente e distante dal fedele, per passare da una rappresentazione esclusivamente teologica ad una visione più naturalistica, quotidiana e reale in cui la bellezza e la maternità di Maria diventano simbolo di vita, grazia e redenzione. Il 1600, secolo conclusivo di questo percorso, avrà come oggetto una specifica sfumatura del volto di Maria, quello legato al dolore della Madre di Dio per la perdita del Figlio. Si tratta di una sofferenza redentrice che diventa immagine potente della partecipazione femminile al mistero del dolore. “Vultus Mariae per artem” diventa, dunque, un percorso di bellezza, di riflessione e di immedesimazione, non solo per raccontare la storia dell’arte ma anche la fede di un mondo che è in continua evoluzione.

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